Calcolatore di digiuno intermittente
Calcola la finestra alimentare e il programma del digiuno intermittente. Scegli un protocollo TRE (16:8, 18:6, 14:10) oppure ottieni i target calorici della dieta 5:2.
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La tua finestra alimentare si chiude alle ... — qui inizia il periodo di digiuno. Il digiuno termina quando la finestra alimentare si riapre il giorno dopo.
Definizione del digiuno intermittente
Il digiuno intermittente è uno schema alimentare che alterna periodi definiti di alimentazione e digiuno. A differenza delle diete tradizionali, che si concentrano su cosa mangiare, il digiuno intermittente si concentra su quando mangiare. I due approcci più diffusi sono l'alimentazione a tempo limitato (in inglese time-restricted eating, TRE), che fissa una finestra alimentare giornaliera in base all'orario (i protocolli 16:8, 18:6, 14:10 e 20:4), e la dieta 5:2, in cui si mangia normalmente per cinque giorni e si riducono le calorie a circa il 25% del fabbisogno in due giorni non consecutivi.
Il calcolatore è rivolto agli adulti maggiorenni che stanno valutando il digiuno intermittente e cercano un programma giornaliero concreto prima di iniziare. Non sostituisce il parere del medico: alcuni gruppi — tra cui le donne in gravidanza, le persone con una storia di disturbi alimentari e chi assume insulina — non dovrebbero praticare il digiuno intermittente senza supervisione medica.
Come funziona la modalità TRE
L'alimentazione a tempo limitato concentra tutto l'apporto alimentare giornaliero in un'unica finestra continua. Il calcolo è semplice:
Un protocollo 16:8 con apertura della finestra a mezzogiorno si chiude alle 20:00:
I quattro protocolli standard differiscono solo per il rapporto tra ore di digiuno e ore di alimentazione:
| Protocollo | Digiuno | Finestra | Adatto a |
|---|---|---|---|
| 14:10 | 14 ore | 10 ore | Principianti, donne agli inizi |
| 16:8 | 16 ore | 8 ore | La maggior parte degli adulti, il più studiato |
| 18:6 | 18 ore | 6 ore | Praticanti con esperienza |
| 20:4 (Warrior) | 20 ore | 4 ore | Avanzato; un solo pasto principale al giorno |
Il protocollo 14:10 per principianti e donne
Le indicazioni cliniche della Cleveland Clinic e le ricerche riprese da Healthline raccomandano alle donne di iniziare con un digiuno notturno di 14 ore — invece di passare subito al 16:8 — perché finestre di digiuno prolungate possono causare nelle donne un disequilibrio ormonale più marcato che negli uomini. Il 14:10 si presta inoltre naturalmente al digiuno notturno: interrompendo i pasti alle 20:00 e facendo colazione alle 10:00 si completano già 14 ore di digiuno senza alcuno sforzo aggiuntivo.
Come funziona la modalità 5:2
La dieta 5:2 non limita l'orario dei pasti, ma limita quanto si mangia in due giorni di digiuno designati a settimana. Il valore calorico di riferimento nei giorni di digiuno è fissato al 25% del dispendio energetico totale giornaliero:
Questo valore del 25% deriva dal lavoro clinico di Johnson et al. (Free Radical Biology & Medicine, 2007) ed è stato validato in studi successivi da Varady et al. (Nutrition Journal, 2013). Per la maggior parte degli adulti corrisponde a circa 400–600 kcal nei giorni di digiuno.
Il dispendio energetico totale giornaliero si calcola in due passaggi.
Passo 1 — Metabolismo basale con l'equazione di Mifflin-St Jeor (1990):
dove w = peso in kg, h = altezza in cm, a = età in anni, e S = +5 per gli uomini / −161 per le donne.
Passo 2 — Dispendio energetico giornaliero totale, moltiplicando il metabolismo basale per un fattore di attività (da 1,2 sedentario a 1,9 per chi si allena due volte al giorno):
Esempio pratico: un uomo di 35 anni, 75 kg e 178 cm, con esercizio leggero (fattore 1,375):
Nei cinque giorni di alimentazione normale, mangiare al livello del dispendio energetico totale giornaliero (≈2.327 kcal) mantiene il peso, mentre i due giorni di digiuno creano il deficit calorico settimanale.
Cosa dicono le evidenze
Una meta-analisi a rete del 2025, basata su studi randomizzati, ha confrontato i protocolli di digiuno intermittente con la restrizione calorica continua:
- Il digiuno a giorni alterni modificato ha mostrato la maggiore riduzione del peso corporeo: in media −5,18 kg.
- Il 5:2 è risultato particolarmente efficace nella riduzione del colesterolo LDL.
- Il 16:8 (TRE) ha mostrato evidenze solide per la perdita di peso e per il miglioramento dell'insulinemia a digiuno.
La differenza tra digiuno intermittente e restrizione calorica continua è spesso modesta: funzionano entrambi e l'approccio più efficace tende a essere quello sostenibile sul lungo periodo. Uno studio del 2024 ha inoltre sollevato dubbi su un possibile aumento del rischio cardiovascolare con l'alimentazione a orario ristretto a 8 ore in persone con malattie cardiache preesistenti, un aspetto da discutere con il medico prima di iniziare.
Domande frequenti (FAQ)
È più efficace l'alimentazione a tempo limitato (16:8) o la dieta 5:2?
Entrambe portano a una perdita di peso significativa, ma con meccanismi diversi. Le meta-analisi di studi randomizzati (PMC 2025) mostrano che il digiuno a giorni alterni modificato produce la maggiore riduzione del peso corporeo (in media −5,18 kg rispetto alla restrizione calorica continua), mentre il metodo 5:2 ha effetti particolarmente marcati sul colesterolo LDL. Il protocollo 16:8 è il più studiato e il più sostenibile per la maggior parte delle persone: si integra naturalmente nella giornata senza dover contare le calorie in giorni specifici. Nessuno dei due approcci si è dimostrato chiaramente superiore alla restrizione calorica continua sul lungo periodo: il protocollo più efficace tende a essere quello mantenuto con costanza.
Ci sono accorgimenti particolari per le donne che praticano il digiuno intermittente?
Sì. Alcune ricerche e indicazioni cliniche (Healthline, Cleveland Clinic) suggeriscono che le donne possano sperimentare un disequilibrio ormonale più marcato rispetto agli uomini con finestre di digiuno aggressive. Una raccomandazione diffusa è iniziare con il protocollo 14:10 — 14 ore di digiuno invece di 16 — ed estendere la finestra solo dopo 4–6 settimane se la pratica risulta sostenibile. Le donne in gravidanza, in allattamento o che cercano una gravidanza dovrebbero evitare del tutto il digiuno intermittente: la restrizione calorica in queste fasi può influire sullo sviluppo fetale e sulla produzione di latte.
In quale momento della giornata conviene collocare la finestra alimentare?
Le ricerche sulla biologia circadiana suggeriscono che allineare la finestra alimentare alle ore di luce migliora i risultati oltre quanto offre la sola durata del digiuno. Finestre più precoci (per esempio 8:00–16:00 o 9:00–17:00) sono associate a una migliore sensibilità insulinica, a una pressione sanguigna più bassa e a una maggiore ossidazione dei grassi rispetto a finestre più tardive (per esempio 12:00–20:00), anche a parità di ore di digiuno. Una finestra tardiva mantenuta con costanza vale comunque più di una finestra precoce abbandonata dopo due settimane: un punto di partenza realistico è una finestra compatibile con i propri orari, da anticipare progressivamente quando possibile.
Cosa rompe il digiuno?
Il consenso pratico è chiaro: qualsiasi apporto calorico interrompe il digiuno metabolico. Acqua, caffè nero (caffè americano o espresso senza zucchero), tè non zuccherato ed elettroliti privi di calorie sono generalmente considerati compatibili con il digiuno. Piccole quantità di olio MCT o un cucchiaino di latte nel caffè sono oggetto di dibattito: contengono calorie ma potrebbero non innalzare significativamente l'insulina. Se l'obiettivo è l'autofagia o la massima ossidazione dei grassi, vale l'interpretazione più rigorosa (zero calorie). Se invece l'obiettivo è la sola restrizione calorica e l'aderenza al protocollo, piccole aggiunte non caloriche al caffè o al tè difficilmente cambiano i risultati in modo apprezzabile.
Chi non dovrebbe praticare il digiuno intermittente?
Il digiuno intermittente non è adatto a tutti. I seguenti gruppi dovrebbero consultare un medico prima di iniziare o evitarlo del tutto: minori di 18 anni; donne in gravidanza o in allattamento; persone con una storia di disturbi alimentari (anoressia, bulimia, binge eating); persone in terapia con insulina o con inibitori SGLT2 per il diabete (il digiuno influisce in modo significativo su tempi e dosaggi dei farmaci); persone sottopeso (BMI inferiore a 18,5); chi è in convalescenza dopo un intervento chirurgico importante o una malattia. Uno studio del 2024 legato all'AHA ha inoltre sollevato dubbi su un possibile aumento del rischio cardiovascolare con il TRE a 8 ore in alcune popolazioni: se hai cardiopatie, parlane con il tuo cardiologo prima di iniziare.
Disclaimer
Le stime caloriche sono approssimazioni basate sull'equazione di Mifflin-St Jeor e su moltiplicatori di attività riferiti alla media della popolazione: i risultati individuali possono variare. Il digiuno intermittente non è adatto a donne in gravidanza o in allattamento, a minori di 18 anni, a chi ha una storia di disturbi alimentari, né a chi assume insulina o inibitori SGLT2 senza supervisione medica. Queste informazioni non costituiscono un parere medico: consulta il tuo medico o un nutrizionista (biologo nutrizionista o dietista) prima di apportare modifiche significative alla tua alimentazione.
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