Calcolatore di indici finanziari
Calcola 9 indici finanziari fondamentali — liquidità, indebitamento, redditività ed efficienza — a partire dallo stato patrimoniale e dal conto economico della Sua azienda.
Dati di input
Risultati
Indici di liquidità — Capacità di far fronte alle obbligazioni a breve
Indici di indebitamento — Struttura del capitale e rischio finanziario
Indici di redditività — Profitto in rapporto ad attivi e patrimonio
Indici di efficienza — Generazione di fatturato per unità di attivo
Cosa sono gli indici finanziari?
Gli indici finanziari sono rapporti tra voci dello stato patrimoniale e del conto economico che misurano la liquidità, l'indebitamento, la redditività e l'efficienza di un'azienda. Questo calcolatore ricava nove tra i più usati in queste quattro categorie a partire da dati che si leggono direttamente da qualsiasi bilancio d'esercizio.
Ogni indice riduce a un singolo numero una relazione altrimenti dispersa tra molte voci di bilancio, e diventa interpretabile solo confrontandolo con la media del settore di appartenenza e con la sua evoluzione nel tempo.
Indici di liquidità
Gli indici di liquidità rispondono a una domanda fondamentale: l'azienda è in grado di far fronte alle proprie obbligazioni a breve termine?
Indice di liquidità corrente
Liquiditaˋ corrente=Passivo correnteAttivo circolanteLa misura di liquidità più diffusa. Un valore tra 1,5 e 3 è generalmente considerato sano. Sotto 1, il passivo corrente supera l'attivo circolante — possibile segnale di tensioni di cassa. Sopra 3 l'azienda potrebbe avere troppo capitale immobilizzato in liquidità o scorte.
I livelli variano per settore: la distribuzione alimentare opera spesso tra 1,2 e 1,5 grazie all'alta rotazione delle scorte; l'industria manifatturiera punta a 2–2,5 per via dei cicli produttivi più lunghi.
Acid-test (liquidità secca)
Acid-test=Passivo correnteAttivo circolante−RimanenzeTest più rigoroso che esclude le rimanenze, in quanto possono richiedere settimane o mesi per essere convertite in denaro. Sopra 1 è sicuro; sotto 0,5 è un segnale di allerta.
Esempio pratico. Una PMI manifatturiera riporta: attivo circolante = 850.000 €, rimanenze = 320.000 €, passivo corrente = 410.000 €.
- Liquidità corrente = 850.000 ÷ 410.000 = 2,07 (sano)
- Acid-test = (850.000 − 320.000) ÷ 410.000 = 1,29 (sicuro)
La differenza tra 2,07 e 1,29 riflette le rimanenze da 320.000 €. Con un portafoglio ordini stabile non è un problema; con una rotazione lenta delle scorte merita attenzione.
Indici di indebitamento
Rapporto debiti/patrimonio (D/E)
D/E=Patrimonio nettoTotale debitiSotto 1 è conservativo. I settori a forte intensità di capitale (immobiliare, trasporto aereo, utilities) operano frequentemente tra 2 e 4 perché i flussi di cassa stabili supportano una maggiore leva. Le aziende tecnologiche si trovano spesso sotto 0,5.
Indice di indebitamento e autonomia finanziaria
Indebitamento=Totale attivoTotale debiti×100Autonomia=Totale attivoPatrimonio netto×100A bilancio equilibrato (Attivo = Debiti + Patrimonio netto), i due indici si sommano esattamente al 100%. Un indice di autonomia finanziaria superiore al 30% è considerato solido; sopra il 50%, molto stabile. Le banche e gli istituti di credito utilizzano questo dato come criterio chiave nell'analisi del merito creditizio.
Indici di redditività
Redditività del capitale investito (ROA)
ROA=Totale attivoUtile netto×100Il ROA misura l'efficienza con cui tutti gli attivi generano utile, indipendentemente da come sono stati finanziati. Sopra il 5% è generalmente soddisfacente; sopra il 10%, eccellente. I settori a forte intensità di capitale (siderurgia, energia) hanno ROA strutturalmente bassi; tecnologia e farmaceutica superano spesso il 15%.
Redditività del capitale proprio (ROE)
ROE=Patrimonio nettoUtile netto×100Il ROE misura la redditività specificamente sul capitale proprio. Le grandi aziende quotate registrano spesso un ROE del 10–15%. Un'alta leva finanziaria può aumentare il ROE senza migliorare l'efficienza operativa, perché il maggior indebitamento accresce gli attivi e l'utile potenziale senza aggiungere capitale proprio; per questo il ROE si interpreta in abbinamento al ROA.
La scomposizione DuPont collega tutti gli indicatori: ROE = Margine netto × Rotazione degli asset × Moltiplicatore del patrimonio.
Margine netto
Margine netto=RicaviUtile netto×100Percentuale di ogni euro di ricavi che si trasforma in utile finale. I livelli variano molto: distribuzione alimentare 1–3%, industria manifatturiera 4–8%, farmaceutiche e software (SaaS) > 20%.
Indici di efficienza
Rotazione degli asset
Rotazione=Totale attivoRicaviEuro di fatturato generati per ogni euro di attivi. Elevata nella grande distribuzione (2–3 volte); bassa in settori a forte intensità di capitale come energia o telecomunicazioni (< 0,5).
L'analisi DuPont collega direttamente questo indice alla redditività: ROA = Margine netto × Rotazione degli asset. Se il ROA è inferiore alla media di settore, questa scomposizione permette di capire se la causa è un margine insufficiente o un utilizzo poco efficiente degli attivi.
Nota metodologica
Questo calcolatore utilizza i valori di bilancio a fine esercizio. Per ROA, ROE e rotazione degli asset, la letteratura finanziaria raccomanda di usare la media tra i saldi di inizio e fine periodo come denominatore, per riflettere meglio le variazioni nel corso dell'anno. In caso di aumenti di capitale o acquisizioni rilevanti, il metodo semplificato può produrre distorsioni.
Domande frequenti (FAQ)
Qual è un buon valore per l'indice di liquidità corrente?
Un valore tra 1,5 e 3 è generalmente considerato sano per la maggior parte dei settori. Al di sotto di 1 il passivo corrente supera l'attivo circolante, il che può segnalare difficoltà di tesoreria a breve termine; sopra 3 l'azienda potrebbe immobilizzare troppo capitale in cassa o in scorte.
I livelli variano per settore: la distribuzione alimentare opera spesso tra 1,2 e 1,5 grazie all'alta rotazione delle scorte, mentre l'industria manifatturiera punta a 2–2,5. Il confronto con la media di settore resta essenziale.
Qual è la differenza tra liquidità corrente e acid-test?
Entrambi misurano la liquidità a breve termine, ma l'acid-test esclude le rimanenze perché possono richiedere settimane o mesi per essere convertite in denaro. Quando la liquidità corrente è notevolmente superiore all'acid-test, una parte rilevante dell'attivo circolante è costituita da scorte.
È una situazione normale in un commercio a rotazione rapida, mentre richiede attenzione se le scorte ruotano lentamente. L'acid-test dovrebbe superare 1 per essere considerato sicuro; sotto 0,5 indica un rischio di liquidità.
Come si calcola il rapporto debiti/patrimonio (D/E)?
D/E = Totale debiti ÷ Patrimonio netto. Esempio: un'azienda con 1.200.000 € di debiti e 800.000 € di patrimonio netto ha un D/E di 1,5, ovvero 1,50 € di debito per ogni euro di capitale proprio. Un valore sotto 1 è conservativo. Settori a forte intensità di capitale come immobiliare, trasporto aereo ed energia operano spesso tra 2 e 4; le aziende tecnologiche si trovano spesso sotto 0,5.
Qual è la differenza tra ROA e ROE?
Il ROA misura l'efficienza con cui tutti gli attivi generano utile, senza distinguere tra finanziamento proprio e di terzi. Il ROE misura la redditività specificamente sul capitale proprio.
Un'azienda può aumentare il ROE assumendo più debiti, perché il finanziamento esterno accresce gli attivi e l'utile potenziale senza aumentare il patrimonio netto. Quando il ROE è notevolmente superiore al ROA, l'azienda utilizza una leva significativa, che amplifica sia i guadagni sia le perdite.
Disclaimer
Questo calcolatore utilizza i valori di bilancio a fine esercizio. Per ROA, ROE e rotazione degli asset, l'utilizzo della media tra i saldi di inizio e fine periodo come denominatore fornisce generalmente risultati più precisi. Gli indici finanziari sono indicatori di riferimento e non sostituiscono l'analisi professionale di un revisore contabile, commercialista o consulente finanziario.
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