Calcolatore Black-Scholes per il Prezzo delle Opzioni
Prezzo teorico di opzioni europee call e put secondo il modello Black-Scholes-Merton, con calcolo completo dei cinque Greci.
Dati di input
Risultati
Vega e rho sono espressi rispettivamente per variazione dell'1% di σ e di r. Il theta è per giorno solare.
Che cos'è il modello Black-Scholes?
Le opzioni sono contratti che conferiscono al detentore il diritto — ma non l'obbligo — di acquistare o vendere un'attività sottostante a un prezzo fisso (prezzo di esercizio o strike) entro una certa data di scadenza. Determinare il valore di questo diritto è il problema centrale della valutazione delle opzioni. Il modello Black-Scholes, introdotto da Fischer Black e Myron Scholes nel 1973 (e esteso ai dividendi da Robert Merton nello stesso anno), è stato il primo metodo analitico in forma chiusa. Bastano cinque parametri di mercato — prezzo spot, strike, tempo alla scadenza, volatilità e tasso privo di rischio — per ottenere il prezzo teorico dell'opzione e le cinque misure di sensibilità (i Greci).
La formula di Black-Scholes
Il modello ipotizza che il sottostante segua un moto browniano geometrico. Sotto questa ipotesi e un argomento di non-arbitraggio, il prezzo equo di un'opzione europea soddisfa un'equazione differenziale parziale la cui soluzione è:
Opzione call:
C=Se−qTN(d1)−Ke−rTN(d2)Opzione put:
P=Ke−rTN(−d2)−Se−qTN(−d1)dove:
d1=σTln(S/K)+(r−q+σ2/2)T,d2=d1−σTLe variabili sono:
| Simbolo | Significato |
|---|---|
| Prezzo spot corrente del sottostante | |
| Prezzo di esercizio (strike) | |
| Tempo alla scadenza in anni | |
| Tasso privo di rischio a capitalizzazione continua | |
| Rendimento da dividendo continuo (estensione Merton) | |
| Volatilità annualizzata dei log-rendimenti | |
| Funzione di ripartizione della distribuzione normale standard |
L'intuizione dietro e
è la probabilità neutrale al rischio che la call scada in the money (prezzo a scadenza superiore allo strike). incorpora una correzione per la deriva: rappresenta la probabilità ponderata per il delta, ed è per questo che il delta di una call è pari a .
La formula si legge naturalmente: la call vale il valore atteso del prezzo futuro dell'azione (attualizzato al rendimento da dividendo) moltiplicato per la probabilità che l'azione superi lo strike, meno il valore attuale dello strike moltiplicato per la probabilità di esercizio.
Esempio pratico
Scenario: Si valuta una call alla pari a 6 mesi su un'azione quotata a 100 €, strike 100 €, volatilità annua 25%, tasso privo di rischio 3,5% (in linea con i BTP a breve termine), nessun dividendo.
- $S = 100$, $K = 100$, $T = 0{,}5$, $r = 0{,}035$, $q = 0$,
- ,
La corrispondente put (dalla parità put-call) vale circa 6,14 €.
I Greci spiegati
I trader di opzioni ragionano in termini di Greci — le sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto a ciascun parametro. Il calcolatore restituisce tutti e cinque.
Delta (Δ) — sensibilità al prezzo
Il delta misura la variazione del prezzo dell'opzione per un aumento di 1 € del sottostante.
- Delta della call: sempre compreso tra 0 e +1. Una call alla pari ha delta ≈ 0,5.
- Delta della put: sempre compreso tra −1 e 0. Una put alla pari ha delta ≈ −0,5.
Il delta approssima anche la probabilità di scadere in the money. Una call con delta 0,7 ha circa il 70% di probabilità di scadere in the money sotto la misura neutrale al rischio. I trader usano il delta per dimensionare coperture delta-neutrali: detenere 100 call con delta 0,5 equivale a possedere 50 azioni del sottostante.
Gamma (Γ) — velocità di variazione del delta
Il gamma è la derivata seconda del prezzo dell'opzione rispetto al prezzo del sottostante. Indica quanto rapidamente il delta cambia al variare dell'azione. Il gamma è massimo quando l'opzione è alla pari e prossima alla scadenza — le stesse condizioni in cui il delta può passare imprevedibilmente da quasi zero a quasi uno.
Il gamma è sempre positivo per le posizioni lunghe in opzioni (sia call che put) ed è identico per una call e una put con gli stessi parametri. Un trader "long gamma" beneficia di grandi movimenti in entrambe le direzioni; un trader "short gamma" (tipicamente un market-maker) subisce perdite accelerate su movimenti ampi.
Vega (ν) — sensibilità alla volatilità
Il vega misura la variazione del prezzo dell'opzione per un aumento di un punto percentuale della volatilità implicita. Se il vega è 0,28 €, l'opzione guadagna 0,28 € quando la volatilità passa dal 25% al 26%. Il vega è sempre positivo per le posizioni lunghe — sia le call che le put si apprezzano all'aumentare della volatilità attesa.
Il vega è maggiore per le opzioni alla pari con ampio tempo residuo. Le opzioni profondamente in- o out-of-the-money e quelle a scadenza ravvicinata hanno vega basso. Per questo motivo, gli spread calendari (long sulla scadenza lontana / short sulla scadenza vicina) sono un modo comune per andare long vega.
Theta (Θ) — decadimento temporale
Il theta è la variazione del prezzo dell'opzione al passare di un giorno solare, a parità di tutto il resto. Il theta è quasi sempre negativo per le posizioni lunghe: l'opzione perde valore ogni giorno che trascorre, poiché rimane meno tempo per un movimento significativo del sottostante.
Il calcolatore divide per 365 per esprimere il theta per giorno solare (alcuni testi usano 252 giorni di borsa — la scelta cambia la magnitudine ma non il segno). Il theta accelera avvicinandosi alla scadenza: un'opzione alla pari perde valore più rapidamente nell'ultimo mese che nei primi sei mesi di vita.
Rho (ρ) — sensibilità al tasso di interesse
Il rho è la variazione del prezzo dell'opzione per un aumento di un punto percentuale del tasso privo di rischio. Il rho di una call è positivo (tassi più alti riducono il valore attuale dello strike, rendendo la call più conveniente da finanziare). Il rho di una put è negativo.
Per le opzioni azionarie a breve scadenza, il rho è solitamente trascurabile rispetto al delta e al vega. Diventa più rilevante per le opzioni a lunga scadenza (LEAPS) e per le opzioni su valute e obbligazioni, dove i differenziali di tasso guidano la valutazione.
Ipotesi e limitazioni del modello
Black-Scholes si basa su alcune ipotesi semplificative. Capirle aiuta a sapere quando il prezzo è affidabile e quando è opportuno essere cauti.
Volatilità costante
Il modello assume la volatilità come input fisso. In realtà, la volatilità implicita varia tra diversi strike (smile di volatilità) e scadenze (struttura a termine). Un'opzione put profondamente out-of-the-money quota tipicamente a una volatilità implicita più alta di una call alla pari — il cosiddetto "skew di volatilità" che riflette la domanda di protezione da eventi estremi. Black-Scholes tratta tutte le opzioni come se vivessero su una superficie piatta.
Solo esercizio europeo
Black-Scholes prezza opzioni esercitabili solo alla scadenza. Le opzioni americane — esercitabili in qualsiasi momento prima della scadenza — talvolta rendono ottimale l'esercizio anticipato (in particolare per le put e per le call su azioni ad alto dividendo vicino alla data di stacco). Su azioni senza dividendo, la call americana non viene mai esercitata anticipatamente, quindi il prezzo Black-Scholes della call europea coincide con quello americano. Per le put e i casi con dividendo, è necessario un albero binomiale o un metodo alle differenze finite.
Rendimenti log-normali (senza salti)
Il modello ipotizza rendimenti continui e log-normalmente distribuiti, senza salti improvvisi. I rendimenti azionari reali hanno code pesanti e discontinuità attorno alle pubblicazioni degli utili, alle decisioni delle banche centrali e agli eventi geopolitici. I modelli jump-diffusion (Merton 1976, Kou 2002) o i modelli a volatilità stocastica (Heston 1993) affrontano questo aspetto al costo di parametri aggiuntivi.
Negoziazione continua e assenza di costi di transazione
La derivazione assume che sia possibile ribilanciare continuamente una copertura delta senza alcuna frizione. In pratica, spread denaro-lettera e commissioni fanno sì che il delta-hedging venga eseguito a intervalli discreti. Questo errore di discretizzazione è una delle ragioni per cui i market-maker applicano un sovrapprezzo rispetto al prezzo teorico Black-Scholes per le opzioni alla pari a breve scadenza.
Principali utilizzi
Valutazione delle opzioni: L'utilizzo primario — prima di eseguire un'operazione, si confronta il prezzo del modello con quello di mercato per valutare se l'opzione è relativamente economica o costosa. Se il prezzo di mercato implica una volatilità superiore alle proprie aspettative, l'opzione potrebbe essere sopravvalutata.
Volatilità implicita: Dato un prezzo di mercato, si ricava il valore di volatilità che fa coincidere il prezzo Black-Scholes con quello osservato. Questa "volatilità implicita" riassume le aspettative del mercato in un singolo numero ed è quotata sulle borse di opzioni (ad esempio, il VSTOXX misura la volatilità implicita a 30 giorni sulle opzioni Euro Stoxx 50).
Copertura (hedging): Delta, gamma e vega guidano quante unità del sottostante e di altre opzioni detenere per neutralizzare rischi specifici. Un portafoglio delta-hedgiato trae profitto solo dalla volatilità; un portafoglio vega-hedgiato è insensibile alle variazioni di volatilità implicita.
Valutazione della remunerazione variabile: Le società utilizzano Black-Scholes per valorizzare le stock option dei dipendenti (ESO) ai fini contabili (IFRS 2) — incluse le opzioni sui piani di incentivazione a lungo termine (LTI) comuni nelle grandi aziende italiane quotate. In genere si applica una correzione per la non trasferibilità e l'esercizio anticipato tramite un termine effettivo ridotto.
Domande frequenti (FAQ)
Come funziona la formula di Black-Scholes?
Il modello Black-Scholes (1973) fornisce una formula in forma chiusa per il prezzo delle opzioni europee su azioni senza dividendo, nell'ipotesi di volatilità costante, tasso costante, assenza di costi di transazione e negoziazione continua. L'estensione di Merton (1973) introduce il rendimento da dividendo continuo q.
Il principio fondante è la valorizzazione neutrale al rischio: costruendo un portafoglio di copertura delta continuamente ribilanciato tra l'opzione e il sottostante, l'assenza di arbitraggio impone un prezzo unico. Si ottengono due formule — per le call (C = S·e^(−qT)·N(d₁) − K·e^(−rT)·N(d₂)) e per le put (P = K·e^(−rT)·N(−d₂) − S·e^(−qT)·N(−d₁)) — dove N(·) è la funzione di ripartizione della distribuzione normale standard, d₁ misura il livello di moneyness corretto per la deriva, e d₂ = d₁ − σ√T corrisponde alla probabilità neutrale al rischio di scadere in the money.
Cos'è il delta nelle opzioni finanziarie?
Il delta (Δ) misura la variazione del prezzo dell'opzione per uno spostamento di 1 unità del sottostante. Una call con delta 0,60 guadagna circa 0,60 € quando l'azione sale di 1 €. Il delta approssima anche la probabilità di scadere in the money: una call alla pari ha delta ≈ 0,5.
I delta delle put sono negativi: una put con delta −0,40 perde 0,40 € di valore per ogni euro di rialzo del sottostante. In pratica, i trader usano il delta per costruire portafogli delta-neutrali: 100 call con delta 0,5 equivalgono a detenere 50 azioni del sottostante.
Qual è la differenza tra vega e gamma nelle opzioni?
Vega e gamma sono entrambe sensibilità chiave, ma misurano rischi distinti. Il vega quantifica la variazione del prezzo dell'opzione per un aumento di un punto percentuale della volatilità implicita: se il vega è 0,28 €, l'opzione guadagna 0,28 € quando la volatilità passa dal 25% al 26%.
Il gamma misura quanto rapidamente il delta stesso cambia al variare del sottostante: è la derivata seconda rispetto al prezzo. Un gamma elevato implica una grande variazione del delta per ogni euro di movimento del sottostante, particolarmente rilevante a scadenza ravvicinata e alla pari. Un trader "long vega" punta a un aumento della volatilità implicita; un trader "long gamma" trae vantaggio da grandi movimenti del sottostante in entrambe le direzioni.
Perché Black-Scholes non si applica alle opzioni americane?
Le opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento prima della scadenza, non solo alla maturità. L'equazione differenziale di Black-Scholes ipotizza che l'opzione sia detenuta fino a una data di scadenza nota, fornendo quindi solo il prezzo europeo. Per le opzioni americane, l'esercizio anticipato può essere ottimale — in particolare per le put profondamente in the money e per le call su azioni ad alto dividendo poco prima dello stacco della cedola.
Per valorizzare opzioni americane occorrono metodi numerici: l'albero binomiale (modello CRR), le differenze finite o la simulazione Monte Carlo con regressione (metodo Longstaff-Schwartz). Eccezione: su azioni senza dividendo, la call americana non viene mai esercitata anticipatamente, quindi il suo prezzo coincide con quello Black-Scholes della call europea. Per le put, invece, esiste sempre un valore di esercizio anticipato.
Cos'è la volatilità implicita?
La volatilità implicita (VI) è il valore di σ che, inserito in Black-Scholes, riproduce esattamente il prezzo di mercato osservato dell'opzione. Rappresenta il consenso del mercato sulla volatilità futura del sottostante per la durata dell'opzione. A differenza della volatilità storica, la VI incorpora domanda e offerta, premi al rischio e aspettative sulle code della distribuzione.
In Europa, l'indice VSTOXX misura la volatilità implicita a 30 giorni sulle opzioni Euro Stoxx 50 — l'equivalente europeo del VIX americano. I trader citano spesso le opzioni in termini di VI anziché in valore monetario, poiché la VI è confrontabile tra strike e scadenze diverse.
Disclaimer
Il modello Black-Scholes valorizza esclusivamente opzioni di stile europeo. Si basa su ipotesi semplificative — volatilità costante, tasso costante, assenza di costi di transazione, rendimenti log-normali — che nella pratica non sempre si verificano (smile di volatilità, salti di prezzo, dividendi discreti).
I risultati forniti sono puramente teorici e non costituiscono consulenza in materia di investimenti ai sensi del Regolamento UE 600/2014 (MiFIR) e della normativa Consob. Lo strumento ha finalità esclusivamente didattiche. Per qualsiasi decisione operativa, consultare un intermediario abilitato.
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