Calcolatore VDOT
Dati di input
| Distanza di gara | 10 km |
|---|---|
| Tempo di gara | 45:00 ore:min:sec |
Grafico
| Distanza di gara (km) | Tempo di gara (ore:min:sec) | Ritmo |
|---|---|---|
Calcolatore VDOT
Calcoli il punteggio VDOT dal risultato di una gara e ottenga i ritmi di allenamento per le cinque zone di Jack Daniels: Facile, Maratona, Soglia, Intervallo e Ripetizione.
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Zone di allenamento
Tempi equivalenti
| Distanza di gara (km) | Tempo di gara (ore:min:sec) | Ritmo |
|---|---|---|
VDOT
Il VDOT è un indice numerico che quantifica la capacità prestativa di un corridore a partire dal risultato di una gara. Proposto dal fisiologo dello sport Jack Daniels nel volume Daniels' Running Formula, il VDOT non misura direttamente il consumo massimo di ossigeno in laboratorio, ma lo ricava in modo indiretto dalla velocità sostenuta in gara, incorporando anche l'economia di corsa.
Definizione e fondamenti fisiologici
Il consumo di ossigeno di un corridore durante uno sforzo massimale è approssimabile con un polinomio di secondo grado nella velocità:
dove è la velocità in m/min. Durante una gara, tuttavia, l'atleta non opera esattamente al VO₂max: la frazione effettivamente sostenuta dipende dalla durata dello sforzo (in minuti):
Il VDOT è il rapporto tra il VO₂ calcolato alla velocità di gara e la frazione sostenuta:
Un VDOT di 30 corrisponde a un corridore amatoriale; valori compresi tra 50 e 60 caratterizzano atleti agonistici di buon livello; i corridori d'élite internazionale superano generalmente 70.
Zone di allenamento
Dalla velocità al VO₂max — calcolata come inversa quadratica della formula del consumo di ossigeno — si derivano cinque zone di ritmo. Ciascuna zona è espressa come frazione della velocità al 100% del VO₂max e produce un adattamento fisiologico specifico.
Facile (E) — 59–74% del VO₂max Sforzo conversazionale, adatto alle uscite lunghe e alle sessioni di recupero. In questa zona si consolida la base aerobica, si aumenta la densità mitocondriale e si mantiene il volume settimanale senza accumulare fatica. Correre troppo veloci nelle uscite facili è l'errore più comune nella pianificazione dell'allenamento.
Maratona (M) — 75–84% del VO₂max Corrisponde al ritmo gara obiettivo della maratona. Allena l'ossidazione dei grassi e il risparmio del glicogeno, due qualità determinanti per le gare superiori ai 30 km.
Soglia (T) — 83–88% del VO₂max Intensità alla soglia del lattato, sostenibile per circa 60 minuti in condizioni di gara. Le sedute alla soglia — corse prolungate a ritmo sostenuto o ripetute brevi con recupero ridotto — innalzano il ritmo massimo che l'organismo riesce a mantenere senza un accumulo progressivo di lattato.
Intervallo (I) — 95–100% del VO₂max Ripetute di 3–5 minuti all'intensità massima aerobica, con recupero uguale o leggermente inferiore al tempo di lavoro. Questa zona massimizza la potenza aerobica e sollecita al massimo il sistema cardiovascolare.
Ripetizione (R) — 105–115% del VO₂max Ripetute brevi di 30–90 secondi a velocità superiore al ritmo gara, con recupero completo. L'obiettivo non è la fatica metabolica ma il miglioramento dell'economia di corsa, del coordinamento neuromuscolare e della velocità di punta.
Formula e calcolo
Per calcolare il VDOT è necessario fornire la distanza e il tempo di una gara recente. Il risultato deve essere uno sforzo genuinamente massimale: un allenamento a ritmo sostenuto o una gara condotta in modo conservativo tende a produrre un VDOT inferiore alla reale condizione atletica.
Il calcolo procede in quattro passi:
- Si converte il tempo di gara in secondi e si ricava la velocità media in m/min.
- Si calcola il VO₂ alla velocità di gara con il polinomio riportato sopra.
- Si calcola la frazione del VO₂max sostenuta in base alla durata della gara.
- Si divide il VO₂ per la frazione: il risultato è il VDOT.
Dal VDOT si risale alla velocità al 100% del VO₂max invertendo la formula quadratica, e da questa si ricavano i cinque ritmi di allenamento.
Esempio pratico
Un'atleta completa una 10 km in 48:00 (2.880 s). La velocità media è circa 208,3 m/min. Con la durata di 48 minuti, la frazione del VO₂max sostenuta è circa 0,937. Il VO₂ alla velocità di gara è circa 44,5 ml/kg/min, da cui VDOT ≈ 47,5.
I ritmi di allenamento risultanti sono all'incirca:
- Facile: 6:40–7:00 min/km
- Maratona: 5:45 min/km
- Soglia: 5:20 min/km
- Intervallo: 4:50 min/km
- Ripetizione: 4:25 min/km
Un'atleta completa una 10 km in 48:00 (2.880 s). La velocità media è circa 208,3 m/min. Con la durata di 48 minuti, la frazione del VO₂max sostenuta è circa 0,937. Il VO₂ alla velocità di gara è circa 44,5 ml/kg/min, da cui VDOT ≈ 47,5.
I ritmi di allenamento risultanti sono all'incirca:
- Facile: 10:42–11:15 min/miglio
- Maratona: 9:16 min/miglio
- Soglia: 8:35 min/miglio
- Intervallo: 7:45 min/miglio
- Ripetizione: 7:05 min/miglio
Tempi equivalenti
La tabella dei tempi equivalenti utilizza il modello a legge di potenza di Riegel:
dove e sono il tempo e la distanza della gara di riferimento, e è il tempo stimato per la distanza . L'esponente 1,06 riflette il costo fisiologico crescente delle distanze più lunghe.
Questo modello è accurato entro pochi punti percentuali per distanze comprese tra i 1500 m e la maratona, per atleti con una preparazione regolare. La precisione diminuisce per distanze molto lontane da quella di riferimento, in condizioni atmosferiche avverse o su percorsi con dislivello significativo.
Limiti del modello
Il VDOT è un indice ricavato da un singolo risultato e riflette la condizione atletica al momento della gara. Alcuni fattori che influenzano la prestazione non vengono modellati:
- Condizioni atmosferiche (temperatura, umidità, vento)
- Profilo altimetrico del percorso
- Stato di affaticamento o di forma al giorno della gara
- Differenze individuali nella risposta all'allenamento
È consigliabile aggiornare il punteggio VDOT dopo ogni gara significativa e confrontare l'andamento nel tempo come misura dei progressi. I ritmi calcolati sono un punto di partenza: la percezione dello sforzo rimane il parametro di riferimento principale per modulare l'intensità delle singole sedute.
Domande frequenti (FAQ)
Che cos'è il VDOT?
Il VDOT è un indice di allenamento introdotto dal fisiologo dello sport Jack Daniels nel volume "Daniels' Running Formula". Deriva dalla relazione matematica tra velocità di corsa e consumo di ossigeno. A differenza del VO₂max misurato in laboratorio, il VDOT incorpora anche l'economia di corsa: due atleti con lo stesso VO₂max possono avere VDOT diversi se uno dei due è più efficiente.
L'indice traduce una prestazione in gara in un singolo numero da cui si ricavano le cinque zone di allenamento.
In cosa differisce da un calcolatore di tempi equivalenti?
Un calcolatore di tempi equivalenti — come il modello di Riegel o di Cameron — prende un risultato noto e stima il tempo a una distanza diversa. Questo strumento compie la stessa operazione nella tabella dei tempi equivalenti, ma il risultato principale è il punteggio VDOT e le cinque zone di allenamento che ne derivano.
Le zone di ritmo sono lo scopo originale per cui Daniels ha concepito il VDOT: prescrivono con precisione la velocità delle uscite facili, delle sedute alla soglia, delle ripetute in intervallo e delle ripetizioni veloci, così che ogni allenamento produca l'adattamento fisiologico previsto.
Quanto sono precisi i tempi equivalenti calcolati?
La tabella utilizza il modello a legge di potenza di Riegel (esponente 1,06), che per corridori ben allenati risulta accurato entro pochi punti percentuali per distanze comprese tra i 1500 m e la maratona.
La precisione diminuisce per distanze molto lontane dalla gara di riferimento, per le ultramaratone o quando il risultato inserito non rappresenta uno sforzo massimale. Le condizioni atmosferiche, il profilo del percorso e le variabili di gara non vengono modellate.
Quale qualità fisiologica sviluppa ciascuna zona di allenamento?
Facile (E): consolida la base aerobica, favorisce il recupero e aumenta la densità mitocondriale senza accumulare fatica.
Maratona (M): allena l'ossidazione dei grassi e il risparmio del glicogeno all'intensità specifica della gara.
Soglia (T): innalza la soglia del lattato, ovvero il ritmo più elevato sostenibile senza che il lattato si accumuli più rapidamente di quanto venga smaltito.
Intervallo (I): massimizza la potenza aerobica sollecitando il sistema cardiovascolare vicino al VO₂max.
Ripetizione (R): sviluppa l'economia di corsa, il coordinamento neuromuscolare e la velocità di punta attraverso ripetute brevi e veloci con recupero completo.
Avvertenze legali
I ritmi di allenamento sono calcolati su un modello matematico e vanno considerati come punto di partenza. La risposta individuale all'allenamento varia; è opportuno adeguare i ritmi in base alla percezione dello sforzo e ai progressi nel tempo. Prima di intraprendere un nuovo programma di allenamento è consigliabile consultare un allenatore o un medico dello sport.
Da provare dopo
Predittore del tempo gara
Predice il tuo tempo su ogni distanza comune — dai 1500 m alla maratona — partendo da un risultato di gara recente, con il modello di Riegel o di Cameron.